SpotStory KOMODO Resort

PARTIRE PER KOMODO

IL VIAGGIO  
Arrivo Alla Malpensa dopo aver fatto la notte prima sempre tutto in fretta. Incontro i miei compagni di viaggio, mi sembra una compagnia eterogenea e simpatica. Mi faccio una birra ed un gelato al cioccolato Venchi, What else? direbbe G. Clooney, e via verso  verso l’isola sconosciuta. Mi siedo e le guardo, loro, le hostess, mi sono sempre sembrate delle aliene, mai un capello fuori posto o un po’ di nero che cola dagli occhi od una calza fuori posto e stanno così magari per decine di ore, sembrano bioniche, io non potrei mai fare la hostess… La compagnia dell‘anello alla ricerca del Tesoro è composta da Manuela, mia compagna, Marco vestito da militare e legge pure riviste militari, Alessandra, molto charming, personal trainer, Massimo nostra guida, Bibì e Bibò ( Jerry e Scipione) che  parlano molto di telefoni, e la coppia di Verona, Petra ed Emmanuele giovani sposi novelli. Incontreremo strada facendo due romani descritti come due giornalisti. Li becchiamo tra Hong Kong e  Bali … Il viaggio è molto lungo. Il lontano nello spazio deve avere necessariamente anche un tempo dilatato. Ore di aereo che passano lente, dormo poco anche se sono comoda, ho tre posti ! Ad Hong Kong si bighellona nell'aeroporto che come tutti nel mondo è estremamente standardizzato. Mi aspettavo il regno delle perle e dell'elettronica, invece ci sono i soliti negozi con le solite marche e brand come dappertutto, la globalizzazione rompe le scatole, anche in queste cose.

BALI
Finalmente arriviamo a Bali un po’ stanchi. Il caldo umido ci avvolge come un‘onda che sommerge. E’ pomeriggio sono le 16,30, ma il sole pare implacabile. Ci sono statue delle varie divinità indù e delle reincarnazioni del Budda vestite ed ingioiellate, coperte di collane ed alcune con eleganti ombrelli parasole. Ed è bello vedere le offerte di cestini messe per terra con foglie e qualche biscotto, un modo semplice di comunicare con il divino senza bisogno di grandi apparati. Un pensiero semplice, ricorrente e naturale, che si vede sui marciapiedi, e nelle botteghe, dappertutto. Il traffico è davvero notevole. Arriviamo all'albergo. La sua architettura è labirintica, forse è a modello dei templi di qui. Io e la Manu abbiamo una camera grande con cestino di frutta sul tavolo che contiene un frutto veramente strano da noi nominato Fico di Mare. Ceniamo bene con pesce, ed abbiamo tavoli separati. Vado volentieri subito in branda, che sono cotta come una verza! Che gran bella dormita! Oggi è venerdì 17 ma non sarà come sempre. La sveglia è una mazzata, avrei dormito altre ore. La colazione è super! Scopro come si chiama il fico di mare Snake skin fruit o Sala. Vado a fare il massaggio con una ragazzina davvero graziosa. Cavolo le donne qui hanno una loro bellezza che è grazia, che non è mai volgare od aggressiva che ti dà serenità con un sex appeal fatto di timidezza, gli uomini invece sono inguardabili.

DA LABUAN BAJO AL KOMODO RESORT
Finalmente siamo a Labuan Bajo. Arriviamo ad imbarcarci, a bordo incontriamo Ito, Vincenzins, Heki people, che saranno poi parte del nostro bravissimo ed efficiente equipaggio quotidiano a Komodo.

Passiamo Kanavaresa, Messa Island ed arriviamo alla nostra Sebayour Island. Il villaggio è bellissimo, veramente un posto fiabesco, ogni bungalow ha fiori di vari colori di fianco ed una veranda che dà sul mare. L‘isola è ricoperta di erba verde chiaro ed ha una collina alle spalle delle costruzioni. I bungalows dentro sono molto eleganti, raffinati, ma essenziali con grande cura dei materiali, grandi e comodi. Niente del villaggio contrasta col paesaggio, anche la grande sala è fatta di colonne di bambù e tetto di palme intrecciate con pavimento di pietra che non è fredda sotto i piedi. Io ho un bungalow proprio vicino all‘orto che è davvero ben fatto con le aiuole in pendenza giusta e riparate dal sole cocente e dagli scrosci d’acqua, vicino ad un grande tamarindo. Le essenze sono indicate con i cartelli scritti in italiano con una diligenza che fa tenerezza. Stanno facendo le talee di ananas e le piantarole di pomodoro. E ci sono piante di papaia sparse ovunque. Coltivare per produrre, non solo per abbellire, un concetto giusto ed importante. L‘isola ha sentieri che ti portano ovunque, l‘importante è che si voglia salire e camminare. Faccio un giro a piedi attraversando il villaggio. Siamo in un arcipelago. Il paesaggio è come uno scenario di teatro isole e mare con dietro isole e mare che si susseguono fino ad un orizzonte immaginato. Ceniamo insieme molto bene, ci chiederanno sempre di scegliere le alternative di menù. Dolce chiara è la notte  e senza vento direbbe G. Leopardi … Il leggero sciabordio della risacca sulla sabbia è fantastico.

Oggi sveglia traumatica, come prendere una botta in testa. Giretto prima di colazione, abbiamo un airone  grigio parcheggiato davanti a noi, su di una piattaforma, l'ho chiamato Giovanni e lo saluterò tutte le mattine. Colazione ottima con pankakes caldi,  frutta ed altre leccornie.  Poi via che si va. Le isole sono veramente belle. Schiene di draghi sommersi con una pelle verde chiaro di erba sottile mossa dal vento e una corona di mangrovie verde scuro intorno. Il mare è calmissimo anche se disegnato da correnti. Facciamo i gruppi io sono con Alberto, più le ragazze e  gli sposi di Verona. I restanti del gruppo vanno con Laura altra istruttrice sub molto carina e con un gran fisico. Ci sono anche Stefano ed Antonello, i proprietari del villaggio. La prima immersione è a Miniwall e forse perchè bisogna partire  sempre piano ma  l‘è un po’ noiosa. La seconda a Manta Point. Una manta l‘abbiamo vista una femmina piccola, io per fotografarla mi sono appigliata ad Alberto e qualche foto l‘ho scattata. Il pranzo è a bordo ma vicino ad un isola veramente splendida! Spiaggia rosa con piccole insenature poi in alto due torri verde chiaro. A riva ci sono granchi e piccoli squali che scappano impauriti. L'acqua è cristallo azzurro.

Immagini così vanno ricordate in giornate di nebbia, nell‘autunno padano, così  da poter dire io ero là…. Grigiore non mi avrai!  Mangiamo sempre bene, c’è anche la banana fritta. La terza immersione è coreografica anche se non proprio del mio genere, meno male che abbiamo visto un grande serpente di mare ed un'altra manta.  Si rientra sotto una luce sempre bellissima anche  se c’è un nuvolone nero. Cena un po’ spenta perché non riusciamo a verificare le nostre supposizioni. La serata ha una svolta, na' botta de vita con i commercianti di statuette di draghi e di perle. Insomma mi sono spostata sul pontile per guardare la croce del sud e voilà sono riuscita a spendere dei soldi !! Sono rimasta anche perplessa per la mancanza di poesia di chi la croce del sud la osserva sul cellulare ma cosa ci vogliamo fare … Mala Tempora currunt. Oggi mi sveglio bene. La luce dell‘alba è sempre un incanto, la forza delle cose che sorgono. Il silenzio è punteggiato dal secret language of birds (famoso pezzo di Ian Anderson) che sono delle piccole pernici grige. Colazione sempre buona, viene sempre a leggerci la scelta del menù della sera Afi una ragazzina che sembra reciti la poesia di fronte alla maestra cattiva. Fa tenerezza. Laura viene al nostro tavolo e ci spiega sempre come saranno le immersioni del giorno cosa si potrà vedere e come sarà l'habitat dei posti che incontreremo, è davvero molto professionale. La prima è Sebayour Kecil.  Poi andiamo a Batu Bolong che significa Roccia col buco, lato sud. Ci parlano di corrente esagerata, ma invece è abbastanza tranquilla. Bella però con una grande quantità di pesciolini  ed anche carangidi e napoleoni, ed una tartaruga gigante.

Insomma da fuori questa Batu Bolong  sembra una roccetta insignificante, ma certe apparenze ingannano. Mangiamo di fronte alle magrovie. Ci sono dei pescatori di oloturie nella baia, filmati poi da Salvatore. Mangiamo sempre molto bene, riso all‘indonesiana, verdure verdi con fagiolini, frittelle di mais e frutta. Terza immersione Tataua Besar, bella perché nella poca corrente e poca profondità c’è molto pesce come i labbroni sia quelli a righe che quelli a pois e tanti pesci pipistrello più una tartaruga ed un super seppia molto fotogenica. Si torna al villaggio, io insegno alcune canzoncine alle ragazze. Vado a letto e dormo come un sasso non mi accorgo nemmeno del temporale che sarà il primo di una lunga serie. Meno male che ad addolcire la colazione stamattina ci sono anche i krapfen con un ripieno di noccioline e zucchero di palma, veramente ottimi! I siti di immersione oggi sono più lontani  Castle Rock  e Cristal Rock. Si naviga, in mezzo a questi arcipelaghi ed isole quasi tutte deserte. La prima immersione è bella con squaletti e pesci grandi marroni, e poi quelli, tipo ricciole che vanno via sempre appaiati, uno bianco ed uno nero. Dopo arriva Cristal Rock, che all'inizio non è un granchè, dopo invece un tripudio di carangidi di ricciole e di altri pesci più da barriera, ma a branchi enormi, proprio come piace a me,  ed è un trionfo di luce che li illumina dall'alto, forte e chiara. Emergiamo ed abbiamo la brutta sorpresa del timone rotto! Comunque nessuno è preoccupato, mangiamo e mi piacciono molto le  foglie di manioca vorrei i semi da portare a casa. La terza immersione è sotto l'acqua, i colori qui non sono molto belli, ma vediamo un napoleone veramente gigantesco ed  alcuni carangidi. La mia macchina fotografica fa le bizze e non accende il Flash. Partiamo trainati, si va lenti ma abbiamo viveri e birre, sole e mare calmo che altro ci serve? Arriva il motoscafo più veloce, noi ragazze saliamo, ma quasi quasi mi dispiace perdere quella lentezza del "bordesando" Il mare affascina quando sei in armonia con lui e puoi osservare il cambiare  della sua superficie che riflette le nuvole. Ceniamo sempre bene, a tavola mi fermo ad ascoltare Gerry ed a chiacchierare. Si perchè... Tramonti sublimi, natura incontaminata, ma la cosa più interessante che c'è è la gente. La sua isola deserta non sarebbe stata niente senza Venerdì vero mister Robinson Crusoe?  ... E bisogna fare qualche tuffo nelle vite altrui, se non altro per capire la propria. Dormo benissimo Sveglia come sempre un po' traumatica. A colazione, ottimi i pancakes caldi ed i bomboloni ! Vedo alcune foto dei fiori dell'isola che vorrei fare. Poi parte, oggi solo due immersioni. Nel pomeriggio si va a vedere la "partenza" dei pipistrelli detti le volpi volanti. la barca è stata riparata in tempo da record Bravissimi! Oggi ci buttiamo a Batu Bolong lato Nord. C'è troppa gente e l'immersione non è un granchè  vediamo uno squaletto che dorme e un paio di napoleoni. Seconda immersione Manta Point di nuovo. Stefano che ne sa un casino ci aveva spiegato che qui è molto difficile prevedere e riconoscere le correnti non solo perchè si incontrano quelle dell'Oceano Pacifico con quelle dell'Oceano Indiano con uno scarto di maree di circa tre ore, ma anche perchè si incanalano e nelle lagune sono circolari. Detto e fatto, ci immergiamo e dobbiamo risalire per via di una forte corrente laterale. Ci tuffiamo di nuovo in un altro punto. Si va e si va in un paesaggio completamente morto vedo solo un'aragostina di quelle verdi, sto per proporre ad Alberto di risalire quando  la vediamo: maestosa nel suo incedere ad ali piegate e distese, strana, come un ufo con quei due palpi che ha davanti alla bocca, elegante come solo le mante sanno essere, sotto la pancia ha macchie bianche. Ognuna le ha diverse dalle altre, sono come una carta di identità. Mi passa proprio di fianco, Alberto mi blocca e mi sgonfia anche il gav (geniale) io ero troppo in frenesia fotografica riesco a fare qualche foto ma credo che sia l'acqua troppo torbida. Subito dopo, a lato passano due mobule che regalo!! Rientriamo e si pranza al Resort, ottima la zuppa di curry e manioca. Nel pomeriggio si parte per le "Volpi  volanti". Alla partenza io sola vedo un delfino che attraversa il canale tra le due isole. Chissà cosa avrà voluto dirmi... i delfini si sa sono molto telepatici! Stefano ci parla delle varie isole, come vivono e che popolazioni sono. C'è l'isola Messa con villaggio Basir Kut. Le popolazioni sono Bajjo, un ceppo a parte diverso dai  Komodo ed i Mangarai (cristiani). Qui sono musulmani. Sono stati ritrovati dei resti dell'homo Florensis, nel centro di Flores che rivoluzionano le teorie sulla migrazione perchè sono molto più antichi degli uomini asiatici. Certo qui i gruppi etnici sono più riconoscibili, da noi ci sono le tribù di bancari, di camionisti, di badanti …. Si prosegue arriviamo vicino ad un isola dove i bambini corrono tutti sul pontile per venirci a salutare. Sembra che in questi posti l'ostilità ed il malumore non esistano. Sembra che tra i sette peccati capitali qui non sia  arrivata né l'Ira né la superbia.

Draghi e pipistrelli, ingredienti magici per eccellenza, questi devono essere posti molto … potenti! Comunque chissà com‘è vivere in questi luoghi dove il tempo è scandito dal regolare ripetersi dei fenomeni  naturali come le maree, il volo dei pipistrelli la sera, i monsoni, dove ci sono foreste con animali preistorici. Forse ti senti parte del tutto, del ciclo naturale, sei collegato, ma non ad internet, all’esistere delle cose, sei legato alla rete, ma a quella da pesca che collega gli uomini che la tirano e li lega alla loro sopravvivenza. Pipistrelli, gli unici mammiferi volanti e chissà poi come fanno ad allattare, appesi a testa in giù. Da sempre animali misteriosi simboli del male  se sono Vampiri, paladini della giustizia se sono simbolizzati come Batman.  Accostiamo all‘isola di mangrovie, il tramonto è molto colorato ed un po’ apocalittico. Piano piano inizia il volo… Pipistrelli in controluce scuri, che si stagliano nel cielo, una scia regolare che si snoda a perdita d’occhio fino ed oltre l‘isola più grande. Una regola, un segnale preciso che li fa partire ma non tutti insieme a numeri regolari, loro vanno, ordinati secondo un richiamo che fa riconoscere loro solo la frutta matura e che li fa muovere  secondo una regola che si ripete identica. Alcuni vanno anche al contrario, perché c’è sicuramente un ordine di gruppi che devono ricompattarsi. Da sotto vediamo le loro ali membranose e le zampe all‘indietro. C’è un inconscio collettivo che li fa funzionare alla perfezione. Questa migrazione è qualcosa che lascia veramente stupefatti. Si può essere ancora piacevolmente stupiti a questo mondo e provare ancora la bellezza del Sens of Wonder. Felice, sì felice di averla vista una cosa del genere così unica e magica, me la ricorderò.

Si arriva e patatrack!! Cado battendo la testa all‘indietro nell‘acqua allagando la macchina. Volevo saltare da una barca all‘altra, ma al buio non ho visto che l‘altra barca aveva il tettuccio fino alla fine, al contrario della nostra che la poppa è scoperta. Non commentiamo! Meglio addolorarsi in silenzio. Sono stati tutti molto premurosi con me, mi hanno dato il ghiaccio, persino aromatizzato al Parmigiano ed Antonello mi ha assistito. Antonello è un grande esperto di cucina e fa anche l‘olio è molto simpatico e bisogna che venga a Padova a provare delle ricette di pizza e focacce! E gli devo parlare anche dei miei panettoni di ferragosto. Dopo ho il coraggio di andare alla festa che persone del villaggio fanno in onore di Laura che parte e paga da bere! Quanta birra e quanto Sopi (distillato locale fatto con la palma) Si balla, si suda molto e si beve. Stefano è un gran ballerino e coinvolge tutti. Portano anche Antonello in trionfo! Ohi ohi la testa! Ke caveza dolorante! comunque si parte, io la mattina faccio anche un giro in carriola spinta da uno dei ragazzi. Oggi si va a sud, molto lontano. Io sto con le ragazze. La Manu poi  è una ragazza adorabile, una compagna di  camera molto premurosa e fin troppo discreta. Arriviamo al posto che si chiama 3 Sisters. Tutti impazziscono per un frog  fish verde  che a me proprio non dice niente. C‘è corrente quindi io speravo  di vedere pesci grossi, la bombola mi batteva in testa e mi faceva male. La seconda  immersione è a Secret Gardens, vediamo 5 mobule, una seppia, molte belle gorgonie, un bel branco di pesci pipistrello filmati da Massimo e dietro un grande alcionario una mini seppia carinissima.

Si mangia pasta ed una strana verdura che è mezza melanzana, mezza peperone verde, urge una visita in cucina per saperne di più, mi sparo anche due bomboloni e salto la terza immersione perché  ho il mal di testa, poi piove. Bevo un buon caffè che qui a bordo è forte ed aromatico anche se un po’ sabbioso, non è quella brodiccia tipo nescafè. Chiacchiero con Mauro che è molto simpatico.

ALLA RICERCA DEI VARANI
Oggi si parte per la gita a Rinca. Si  vanno a cercare i famosi Varani di Komodo. Il motivo per cui questo arcipelago è famoso. Sono rettili, i più grandi esistenti. Sono ovipari, ma la femmina tiene in gestazione le uova tre mesi prima di deporle sotto la sabbia dove stanno per circa otto mesi: i piccoli nascono soli e sono subito indipendenti peccato siano preda poi di tutti, compresi i genitori stessi: dura legge della natura. Passiamo l'isola di Papageran che ha una bella lingua di sabbia dietro forse adibita a cimitero. Arriviamo al parco di Rinca, il caldo è davvero fortissimo. Credevamo di essere due gruppi, invece siamo tutti uniti con una guida all'inzio (molto sdentato) ed un’altra che chiude la fila. L‘isola è bella, fatta di savana  erbosa punteggiata di palme da Sopi che hanno grandi foglie a ventaglio, piante maestose con una loro grande eleganza, poi c’è anche la zona boscosa. Si sale sotto il sole cocente, sudiamo come fontane. Vediamo un bufalo che bruca vicino ad una pozza. Ci dicono che i Varani stanno dove sono i bufali, speriamo bene! Le cacche di bufalo sono enormi e dappertutto, invece quelle dei draghi che hanno il bolo come quelle degli uccelli rapaci non le vediamo. Ascoltiamo storie e leggende sulle aggressioni di questi animali. Sono sempre interessanti, certo è che questi draghi sono un po’ come i cinesi, non se n’è mai visto uno morto, forse perché si mangiano anche gli adulti tra di loro, però sarebbe stato bello vedere lo scheletro di un adulto così  per avere un idea sulla loro conformazione, magari paragonato a quello di altri sauri carnivori preistorici. Secondo me Spielberg il Velociraptor di Jurassic park, lo ha preso da questi animali… Continuiamo a camminare  ed il tempo che cambia ed è nuvoloso  ci aiuta a sopportare meglio il caldo, poi adesso siamo a valle in una zona boscosa costeggiata dal ruscello. Vediamo il ficus strangolatore e parecchie scimmie che mangiano bacche di Tamarindo.  Al villaggio finalmente li vediamo!! Sono esemplari giovani ancora piccoli come dimensioni, completamente immobili (forse è una tattica) o forse dormono e sono stufi di essere fotografati. Comunque hanno un loro fascino e mi sembra siano molto proporzionati. Il collo è lungo, ma anche la coda; gli occhi sono con pupilla a fessura come quelli dei felini  e le zampe hanno unghie spettacolari, tipo artigli, (proprio come le unghie finte degli imperatori cinesi): la pelle non assomiglia a nessun altro animale che io abbia mai visto , le squame non si sovrappongono, ma hanno un disegno regolare ad esagoni e non sembra spessa, è rugosa  e sembra quasi appoggiata sul corpo.  

Piove, tanto per cambiare !! Faccio qualche acquisto di magliette, poi ci imbarchiamo. Si pranza in barca e ci sono ancora i bomboloni! Ci fermiamo per fare un po’ di snorkeling, è interessante, vedo tridacne  con labbra dai mille colori. Arrivati, facciamo una passeggiata sull’alto dell‘isola con le ragazze e Massimo  rientriamo appena in tempo per vedere lo scatenarsi di un temporale colossale. Mannaggia qui non asciuga niente! E’ l‘ultima sera. Sob! Ceniamo sempre bene ed a tavola con noi stasera c’è special guest Alberto. Sempre simpatico! Stavolta mi alzo anch’io presto da tavola, mannaggia devo fare le valige! La Manu è messa malissimo, ha punture di insetti dappertutto, poveraccia,  è come se fosse la loro vittima prediletta!

ULTIMO GIORNO
Sveglia e saluti viene tutto caricato sulla barca e si parte!! Con noi ci sono anche due italiani, due fratelli che si occupano di Shipping uno vive a Genova ed uno vive a Londra. Parlando con loro mi viene voglia di andare alle Isole Salomone. Arriviamo all'aeroporto di Labuan Bajo. Ore di attesa in un aeroporto piccolissimo in mezzo al nulla. La dimensione del viaggio spesso è anche questa, è la dimensione dell‘attesa  ed al giorno d’oggi siamo anche abbastanza fortunati, una volta i viaggi erano veramente eterni. Bisogna che ci sia comunque uno spostamento di tempo oltre che di spazio se no saremmo nell‘Entrprise del capitano Kirk. Arriviamo all‘aeroporto di Denpasar che è sempre molto incasinato specialmente la parte nazionale. Sempre carine le statue con le gonnelline. Pranziamo qui con cibo locale. Poi  ci imbarchiamo per Hong Kong. Arriviamo in aeroporto che è sera tardi. Guardo una mostra sulla città e sulla sua storia. E’ davvero un posto unico al mondo, l'unica porta verso l'occidente per anni e per milioni di cinesi, l‘unica città che ha una moneta sua propria, un posto che ha cambiato faccia con la stessa rapidità con cui cambiano i suoi business ed i suoi commerci con un Pil altissimo, e tutto è iniziato solo nel 1841. Il viaggio volge al termine è giorno e siamo in ballo da 25 ore. Alla Malpensa c’è un freddo da presepio. E’ stato davvero una bella vacanza.

Testo di Rosanna Figna
Foto Massimo Bicciato

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