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Bagagli in aereo

 
Le compagnie charter che volano in Egitto hanno generalmente il limite di franchigia di 15Kg per il bagaglio imbarcato
 +  5 Kg per il bagaglio a mano e i problemi si stanno facendo sentire da quando le compagnie aeree, specialmente Blu Panorama, hanno incominciato ad essere molto fiscali sul controllo sia in andata che, specialmente, sul ritorno.
Da tempo stiamo cercando soluzioni ma, a tutt'oggi, non ne abbiamo ancora trovate; ci hanno spiegato che lo sforamento della franchigia concessa in termini di peso non interessa solo la compagnia aerea ma anche l'aeroporto a cui compete la movimentazione dei bagagli, motivo per cui non è possibile emettere biglietti con franchigia differenziata in aumento come abbiamo più volte provato a richiedere; se ce ne fosse la possibilità, sarebbe per molto più vantaggioso  per noi operatori  offrire questa soluzione invece di dover continuamente far fronte alle lamentele in proposito.
Certo l'accanimento dimostrato al ritorno specialmente da Blu Panorama (ma non solo) è quantomeno singolare e il nostro personale a terra Egiziano non sa più come comportarsi, se cerca di intervenire per facilitare un compromesso con gli addetti rischia di venire accusato di connivenza, se se ne tiene fuori viene accusato di indifferenza.
Il biglietto aereo in ogni caso parla chiaro, i  KG ammessi sono dichiarati e le "tolleranze" sono lasciate al libero arbitrio dei banconisti, in ogni caso considerate che la ragione è dalla loro parte e, pur capendo la stanchezza che si può provare in certe circostanze, ogni comportamento aggressivo ha l'unica conseguenza di renderli ancora più fiscali.
Dal momento che i nostri ospiti sono quasi tutti subacquei quando possibile evitiamo compagnie come Blu Panorama preferendone altre, ma questo non sempre è possibile in base alle richieste dei nostri ospiti sugli aeroporti e sul giorno di partenza e il volo di linea  Egyptair  con i suoi 20 Kg di franchigia è da considerarsi l'ultima spiaggia perchè fa scalo al Cairo ,  non arriva a Marsa Alam.
Continuando ad impegnarci affinchè prima o poi le compagnie aeree charter ci offrano una valida soluzione possiamo solo nel contempo consigliarvi di limitare il peso al massimo.

Consigli per preparare il bagaglio:
Un paio di pinne, una muta e un Jacket tropicale insieme al necessaire per la toeletta e a una piccola dotazione di creme, un paio di bragoni di tela e qualche maglietta e un paio di ciabatte possono trovare posto in un semplice borsone con un peso complessivo di meno di 15 Kg, nel bagaglio a mano si potrà portare la maschera, un erogatore qualche costume e se si vuole anche la torcia subacquea. In questo modo in caso il bagaglio stivato dovesse giungere non in tempo per la partenza della barca, avrete con voi le attrezzature piu' personali.
Se si parte indossando comodi pantaloni, scarpe da barca, una felpa e in inverno una giacca da barca non ci servirà altro, troverete biancheria e asciugamani a bordo, così come tutte le attrezzature e i materiali adatti ad affrontare le più comuni emergenze, con questa "configurazione" si potrà persino portare con se della semplice attrezzatura video senza eccedere il limite di peso.
Dando per scontata l'abitudine degli Italiani di portare tutto con se si potrà rientrare comunque facilmente nei limiti di peso con questa dotazione, tenendo anche conto che una crociera subacquea non impone nessun dovere di etichetta!

COSA E' UN VOLO CHARTER
In accordo alle disposizioni di legge i voli charter possono comportare cambiamenti di operativi fino a 24 ore prima della partenza per questo motivo fa fede unicamente la lettera di convocazione che verrà inviata a/m e.mail il giorno prima della partenza 
Il termine «vettore charter» evoca spesso fraintendimenti che penso sia giusto chiarire. La parola «charter» ha una connotazione essenzialmente commerciale e indica, nel settore della compagnie aeree, che il volo è stato pre-venduto a un soggetto terzo che, normalmente, è un Tour Operator.
La differenza sostanziale, sempre in termini commerciali, fra un vettore di linea e un vettore charter consiste, quindi, nel fatto che il primo spera che il volo dì linea schedulato abbia un numero di passeggeri abbastanza elevato da giustificarne la sostenibilità economica; il secondo (il vettore charter) sa già che, al momento della partenza del volo, tutti (o quasi tutti) i posti sono stati acquistati da un Tour Operator.
Quanto detto è l’unica spiegazione circa la differenza fra un volo charter e un volo di linea. Ci si può chiedere a questo punto se un vettore a vocazione charter presenti differenze industriali significative rispetto a un vettore di linea. Analizziamo, allora, gli aspetti industriali principali cominciando dalla flotta. Il fatto di utilizzare aerei nuovi o aerei datati è una scelta imprenditoriale indipendente dall’utilìzzo che se ne intende fare. Quindi un vettore charter, esattamente come un vettore di linea, può decidere di operare aeromobili nuovi o viceversa aeromobili usati e di una certa età.
Un altro aspetto è la sicurezza, cioè il rispetto degli standard previsti dalla regolamentazione comunitaria. Anche in questo caso, la distinzione fra vettore di linea e vettore charter è irrilevante. Qualunque vettore che abbia base d’armamento in un Paese della Comunità europea è soggetto alla regolamentazione comunitaria, che prevede standard di sicurezza fra i più esigenti oggi esistenti al mondo e il rispetto di tali standard è condizione imprescindibile non solo per l’ottenimento, ma soprattutto per il mantenimento della cosiddetta «licenza d’esercizio». Infine, anche il tasso di utilizzo degli aeromobili (cioè il numero di ore che un aereo compie nell’arco di un anno) non dipende dalla vocazione del vettore, ma da considerazioni economiche uguali per tutti, che fanno sì che ogni vettore cerchi di utilizzare l’aeromobile vicino al tasso di utilizzo ottimale che normalmente è indicato dai costruttori stessi. Utilizzi inferiori indicano, di solito, minori opportunità commerciali per il vettore aereo.

 

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